Il ruolo dei bambini nella diffusione del COVID-19: protagonisti o spettatori?

 

Dopo quasi 5 mesi dallo scoppio della pandemia da SARS-CoV-2 sembrerebbe confermata l’evidenza che l’infezione decorra per lo più asintomatica o paucisintomatica nella popolazione pediatrica.

Più incerte sono ancora le conoscenze in merito al ruolo che i bambini possano rivestire nella diffusione del virus. Se inizialmente i bambini erano considerati potenziali fonti di contagio al pari degli adulti, le recenti evidenze, come quelle raccolte da Munro e collaboratori in questa breve revisione pubblicata sull’ultimo numero di BMJ, sembrerebbero dimostrare il contrario. Nello studio condotto sugli abitanti di Vò Euganeo in Italia dal gruppo di Crisanti, nessun bambino sotto i 10 anni (di 234 arruolati) è risultato infetto nonostante 15 di essi avessero convissuto con persone infette, confermando quello che già altri Autori avevano riportato per le popolazioni pediatriche di Cina, Giappone, Sud Corea e Islanda. Oltre a contrarre l’infezione con meno probabilità dell’adulto, il bambino sembrerebbe meno “capace” di trasmettere l’infezione, una volta ammalato.

Recenti evidenze infatti dimostrano che i bambini sembrerebbero rivestire un ruolo del tutto marginale nella diffusione dell’infezione: il bambino rappresenta il caso indice nel 5-10% dei cluster familiari coinvolti, testimoniando che i bambini vengano contagiati dagli adulti e non viceversa.

Alla luce di questi recenti dati la chiusura delle scuole e dei servizi educativi per il bambino sembrerebbe avere un ruolo marginale nel contenere la diffusione del COVID-19.

Munro APS, Faust SN. Children are not COVID-19 super spreaders: time to go back to school [published online ahead of print, 2020 May 5]. Arch Dis Child. 2020;archdischild-2020-319474. doi:10.1136/archdischild-2020-319474