Ci sono pochi dati in letteratura riguardanti l'uso del QuantiFERON TB in pazienti pediatrici con infezione da HIV e Tubercolosi attiva. Il gruppo di Hormi et al (Francia), ha analizzato i risultati del QuantiFERON in 63 bambini con infezione da HIV (di cui 7 con tubercolosi attiva) confrontandoli con 17 bambini con Tubercolosi attiva ma HIV negativi.

Sebbene la batteriemia da anaerobi sia molto rara in età pediatrica, le attuali linee guida consigliano l’esecuzione routinaria di emocolture per batteri aerobi e anaerobi nei bambini che accedono nei pronto soccorsi per sospetta sepsi.
Il gruppo di Gross Itai (Israele, dove routinariamente i bambini con sospetta sepsi eseguono già in PS entrambe le colture), ha valutato la resa delle colture anaerobiche nei loro pazienti, in uno studio retrospettivo in singolo centro dal 2002 al 2016.

Il report degli European Centre for Disease Prevention and Control sulla recente epidemia di morbillo, ha riscontrato 14 451 casi di morbillo riportati nel 2017 in Europa, circa tre volte superiore ai casi del 2016 (4 643).
L’Italia insieme alla Romania, alla Grecia e alla Germania è tra gli stati con il maggior numero di casi riportati (4 991 casi). Il più alto numero di casi è stato riportato nei bambini al di sotto di un anno di età (367.2 casi per milione), la fascia a maggior rischio di complicanze severe o di morte.

L’osteomielite e l’artrite settica rappresentano una delle principali infezioni batteriche in età pediatrica, soprattutto al di sotto dei 5 anni di età. L’incidenza è maggiore nella popolazione pediatrica rispetto a quella adulta con un’incidenza di circa 2-13 casi/100.000 l’anno.
Ad eccezione dei casi diagnosticati tempestivamente e sottoposti a successivo rapido e adeguato trattamento, l’osteomielite può essere una malattia devastante associata ad un alto rischio di sequele. Possibili complicanze sono rappresentate da artrite settica, ascesso subperiostale, piosite, trombosi venosa profonda ma anche disabilità permanente, sepsi e morte.

Dal 1 gennaio al 25 febbraio 2018, sono stati segnalati 1081 casi sospetti e 90 decessi da 18 stati Nigeriani (Anambra, Bauchi, Benue, Delta, Ebonyi, Edo, Ekite, Territorio federale della Capitale, Gombe, Imo, Kogi, Lagos, Nasarawa, Ondo , Osun, Altopiano, Fiumi e Taraba). Durante questo periodo, 317 casi sono stati classificati come confermati e otto come probabili, compresi 72 decessi (tasso di mortalità per casi confermati e probabili = 22%). Un totale di 2845 contatti sono stati identificati in 18 stati.

Il vaccino antinfluenzale non è previsto per i lattanti di età <6 mesi, nonostante siano ad alto rischio di gravi complicanze correlate all'influenza.

È stato condotto uno studio prospettico di coorte su 3441 bambini nati negli ospedali partecipanti prima della stagione influenzale 2013-2014. Al momento del reclutamento, le loro madri hanno compilato un questionario sullo stato di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2013-2014. Un sondaggio di follow-up è stato condotto dopo la fine della stagione 2013-2014 per raccogliere informazioni sulla diagnosi dell'influenza e l'ospedalizzazione tra i bambini.

Il Ceftaroline è una nuova cefalosporina di V generazione per il trattamento di infezioni di cute e tessuti molli causate da Stahylococcus aureus meticillino-resitenti e da polmoniti batteriche acquisite in comunità causate da Streptococcus pneumoniae e da altri batteri gram positivi multiresistenti recentemente approvata da FDA ed EMA dai due mesi di vita in poi.

I bambini di età inferiore ai 5 anni hanno un maggior rischio di progressione da infezione da tubercolosi latente (LTBI) a malattia attiva. Il regime terapeutico maggiormente utilizzato in età pediatrica consiste nella somministrazione giornaliera di isoniazide per 9 mesi (9H), protocollo che può creare problemi di compliance alla terapia nei bambini più piccoli o in famiglie che vivono in situazioni socio-ambientali sfavorevoli.

Una revisione sistematica e metanalisi pubblicata recentemente su Pediatrics (Hewitt IK et al. 2017) ha mostrato che non ci sono evidenze sull’utilizzo della profilassi antibiotica nel prevenire il danno renale dopo una prima o seconda infezione delle vie urinarie nei bambini con reflusso vescico-ureterale (RVU) e non.
Sono stati inclusi sette trial randomizzati controllati per un totale di 1427 bambini ed è stata condotta un’analisi a parte per un sottogruppo di pazienti con RVU (1004 bambini). Entrambe le metanalsi non hanno mostrato differenze significative nell’insorgenza di danno renale nei bambini che avevano effettuato la profillassi antibiotica rispetto a chi non l’aveva effettuata (pooled RR, 0.83; 95% CI, 0.55–1.26 [tutti i bambini]; RR, 0.82; 95% CI 0.51–1.31 [bambini con RVU].

La resistenza agli antibiotici è un problema crescente e preoccupante se viene stimato che possa causare - nel 2050 - 10 milioni di morti all’anno, più dei morti per cancro.
Una review su Nature medicine analizza le cause e i possibili rimedi: tra questi l’uso profilattico dei vaccini antibatterici che prevenendo le infezioni riducono la necessità di prescrizione antibiotica e ne riducono la pressione selettiva che sta alla base dell’antibiotico-resistenza
L’articolo analizza diversi vaccini riportando le dimostrazioni come la protezione immunitaria riduca le resistenze, come già dimostrato per l’Haemophylus influenzae e lo Strptococcus pneumoniae. Anche per i vaccini antivirali è dimostrato un effetto di prevenzione delle resistenze, per la netta riduzione dell infezioni batteriche, come nel caso dell’influenza.