Ci sono pochi dati in letteratura riguardanti l'uso del QuantiFERON TB in pazienti pediatrici con infezione da HIV e Tubercolosi attiva. Il gruppo di Hormi et al (Francia), ha analizzato i risultati del QuantiFERON in 63 bambini con infezione da HIV (di cui 7 con tubercolosi attiva) confrontandoli con 17 bambini con Tubercolosi attiva ma HIV negativi.

L’osteomielite e l’artrite settica rappresentano una delle principali infezioni batteriche in età pediatrica, soprattutto al di sotto dei 5 anni di età. L’incidenza è maggiore nella popolazione pediatrica rispetto a quella adulta con un’incidenza di circa 2-13 casi/100.000 l’anno.
Ad eccezione dei casi diagnosticati tempestivamente e sottoposti a successivo rapido e adeguato trattamento, l’osteomielite può essere una malattia devastante associata ad un alto rischio di sequele. Possibili complicanze sono rappresentate da artrite settica, ascesso subperiostale, piosite, trombosi venosa profonda ma anche disabilità permanente, sepsi e morte.

I bambini di età inferiore ai 5 anni hanno un maggior rischio di progressione da infezione da tubercolosi latente (LTBI) a malattia attiva. Il regime terapeutico maggiormente utilizzato in età pediatrica consiste nella somministrazione giornaliera di isoniazide per 9 mesi (9H), protocollo che può creare problemi di compliance alla terapia nei bambini più piccoli o in famiglie che vivono in situazioni socio-ambientali sfavorevoli.

Una revisione sistematica e metanalisi pubblicata recentemente su Pediatrics (Hewitt IK et al. 2017) ha mostrato che non ci sono evidenze sull’utilizzo della profilassi antibiotica nel prevenire il danno renale dopo una prima o seconda infezione delle vie urinarie nei bambini con reflusso vescico-ureterale (RVU) e non.
Sono stati inclusi sette trial randomizzati controllati per un totale di 1427 bambini ed è stata condotta un’analisi a parte per un sottogruppo di pazienti con RVU (1004 bambini). Entrambe le metanalsi non hanno mostrato differenze significative nell’insorgenza di danno renale nei bambini che avevano effettuato la profillassi antibiotica rispetto a chi non l’aveva effettuata (pooled RR, 0.83; 95% CI, 0.55–1.26 [tutti i bambini]; RR, 0.82; 95% CI 0.51–1.31 [bambini con RVU].

La resistenza agli antibiotici è un problema crescente e preoccupante se viene stimato che possa causare - nel 2050 - 10 milioni di morti all’anno, più dei morti per cancro.
Una review su Nature medicine analizza le cause e i possibili rimedi: tra questi l’uso profilattico dei vaccini antibatterici che prevenendo le infezioni riducono la necessità di prescrizione antibiotica e ne riducono la pressione selettiva che sta alla base dell’antibiotico-resistenza
L’articolo analizza diversi vaccini riportando le dimostrazioni come la protezione immunitaria riduca le resistenze, come già dimostrato per l’Haemophylus influenzae e lo Strptococcus pneumoniae. Anche per i vaccini antivirali è dimostrato un effetto di prevenzione delle resistenze, per la netta riduzione dell infezioni batteriche, come nel caso dell’influenza.

Central nervous system toxicity is the second most common toxicity of fluoroquinolones* (gastrointestinal toxicity is most common) but the vast majority of reports are in adult patients (reflecting the typical usage of the drugs). Only two case reports of levofloxacin neurotoxicity in pediatric patients have been published. In the first case, a previously healthy 13-year-old girl was treated with oral levofloxacin for acute bronchitis and developed delirium two hours after her first dose. The drug was immediately discontinued and she recovered gradually over the next four days (Med J Armed Forces India 69:404, 2013). More recently, a 2-year-old girl with neuroblastoma was begun on levofloxacin prophylaxis prior to stem cell transplantation. Drug administration late in the evening was consistently associated with agitation, confusion, and hallucinations. Altering the time of administration to earlier in the evening resulted in disappearance of symptoms, while incidental rechallenge with a dose late in the evening led to symptom recurrence (J Clin Psychopharmacol 36:737, 2016).

Le società spagnole di malattie infettive pediatriche, di reumatologia pediatrica e di ortopedia pediatrica hanno condotto uno studio sull’epidemiologia e la gestione delle osteomieliti acute (OM) ed artriti settiche (SA) non complicate in bambini di età inferiore ai 14 anni. Sono stati raccolti retrospettivamente i dati di 641 bambini seguiti presso 25 ospedali dal 2008 al 2012. Le infezioni sono state considerate certe in presenza di un esame colturale positivo, altrimenti sono state definite probabili.

Bertille N, Pons G, Fournier-Charrière E, Khoshnood B, Chalumeau M.
Acta Paediatr. 2016 Nov;105(11):e543-e548. doi: 10.1111/apa.13566.

Scopi: Tale studio analizza il differente utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) in età pediatrica da parte dei genitori e degli operatori sanitari.

Metodi: medici di medicina generale, pediatri e farmacisti sono stati inclusi in questo studio osservazionale. A tutti veniva richiesto di arruolare 5 pazienti pediatrici (età 1 mese-12 anni) consecutivi con febbre. Agli operatori sanitari e ai genitori dei bambini inclusi nello studio veniva chiesto di compilare un questionario.

Filia A, Amendola A, Faccini M, Del Manso M, Senatore S, Bianchi S, Borrini BM, Ciampelli A, Tanzi E, Filipponi MT, Piccirilli G, Lazzarotto T, Pascucci MG, Baggieri M, Magurano F.
Euro Surveill. 2016 May 19;21(20). doi: 10.2807/1560-7917.ES.2016.21.20.30235.

Nel periodo dal 1 Gennaio al 31 Agosto 2016 sono stati segnalati in Italia 540 casi di morbillo. L’età mediana dei casi è stata pari a 17 anni (range: 12 giorni-68 anni). L’89,4% dei casi per cui è noto lo stato vaccinale era non-vaccinato e il 6,9% aveva effettuato una sola dose di vaccino (vedi anche). L’Italia rappresenta uno dei 18 Stati membri della Regione europea dell’Oms in cui non è stata ancora interrotta la trasmissione endemica del morbillo per cui continuano a verificarsi epidemie con numerose complicanze e ricoveri.

Loeb M, Russell ML, Manning V, et al. Live Attenuated Versus Inactivated Influenza Vaccine in Hutterite Children: A Cluster Randomized Blinded Trial. Ann Intern Med. 2016 Aug 16. doi: 10.7326/M16-0513. (Original) PMID: 27538259.


Background: è ancora molto dibattuto se la vaccinazione intranasale con virus vivo attenuato (LAIV) sia o meno più efficace di quella con vaccino inattivato (IIV) nel fornire una protezione diretta dei vaccinati e una herd protection nelle persone non vaccinate. Per chiarire la questione è stata studiata una colonia di seguaci di una chiesa anabattista (gli Hutterite) che vive in una ristretta comunità rurale in cui l’influenza ricorre regolarmente.

Rinforzato il sistema EudraVigilance

Uno degli obiettivi principali della farmacovigilanza è individuare il più presto possibile le nuove e potenzialmente gravi reazioni avverse ai farmaci (Adr) per salvaguardare la salute pubblica dei pazienti attraverso la raccolta e lo scambio elettronico di segnalazioni tra l'Agenzia europea dei medicinali (Ema), le autorità nazionali, l’industria e gli sponsor di studi clinici.

Influenza: Concluso il periodo utile per la vaccinazione

Secondo i dati della Rete italiana di Sorveglianza Influnet nel nostro Paese l’attività dei virus influenzali è ancora ai livelli di base. Nel corso della quarantanovesima settimana del 2015 (30/11 – 6/12), i 575 medici sentinella hanno registrato un valore di incidenza totale delle sindromi influenzali pari a 1,01 casi per mille assistiti.

Cocooning sui casi di pertosse nell’infanzia

Introduzione: la vaccinazione contro tetano, difterite e pertosse acellulare è raccomandata dai Centers for Disease Control and Prevention americani in tutti i contatti di lattanti per prevenire l’insorgenza di casi di pertosse infantile (il cosiddetto cocooning). Il presente studio è volto a valutare se l'attuazione di un programma di cocooning al Ben Taub General Hospital di Houston abbia determinato la riduzione delle forme gravi di pertosse nei lattanti.

EMA approva il Gardasil 9

La scorsa settimana l’Agenzia europea del farmaco (EMA) ha approvato il nuovo vaccino Gardasil 9, che offre protezione contro malattie causate da 9 diversi sottotipi di papilloma virus umano HPV. Oltre ai 4 ceppi coperti dalla prima versione del vaccino (6, 11, 16 e 18), il nuovo vaccino offre protezione verso i sottotipi 31, 33, 45, 52, and 58, responsabili di circa 1/5 dei casi di carcinoma cervicale.