Le infezioni da parechovirus sono la seconda causa di meningite virale in età pediatrica a livello globale, soprattutto nei bambini al di sotto dei 3 mesi di vita. Le manifestazioni cliniche includono encefalite, meningite, miocardite e sepsi, correlata a un’importante motalità e morbilità. Le tecniche di biologia molecolare, inclusa la PCR, e una crescente consapevolezza del ruolo causale del parechovirus nelle infezioni in età pediatrica, hanno contribuito ad aumentare casi segnalati.

È stata pubblicata recentemente una revisione della letteratura sulla rivista Lancet Infection Diseases con lo scopo di valutare le evidenza sulle strategie diagnostiche e sulla gestione dell’infezione da parechovirus in età pediatrica.

Il full text dell’articolo è disponibile su: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Strategies+to+improve+detection+and+management+of+human+parechovirus+infection+in+young+infants 

Gli attuali test basati sul dosaggio di interferone-γ rilasciato da linfociti T stimolati da antigeni tubercolari (IGRA) sono progettati per la diagnosi di infezione tubercolare ma non sono risultati capaci di discriminare tra infezione tubercolare latente (LTBI) e tubercolosi (TB) attiva. Per tale motivo, la ricerca attuale si sta focalizzando sulla ricerca di nuovi biomarcatori in grado di discriminare le diverse fasi dell’infezione tubercolare. L'antigene dell'emoagglutinina legante l'eparina (HBHA) è un antigene tubercolare espresso durante le fasi di migrazioni dal bacillo tubercolare, per cui si ipotizza che una risposta immunitaria dell’organismo contro tale antigene sarebbe in grado di bloccare tale migrazione e correlerebbe, pertanto, con una fase di infezione latente.

La colonizzazione nasofaringea precede le infezioni causate da Streptococcus pneumoniae. Una comprensione più dettagliata delle interazioni tra S. pneumoniae e il microbiota nasofaringeo nei bambini potrebbe fornire nuove conoscenze e strategie per prevenire le infezioni da pneumococco. Kelli e colleghi hanno raccolto tamponi nasofaringei da bambini di età compresa tra 1 e 23 mesi in Botswana. I campioni sono stati testati per S. pneumoniae e virus respiratori comuni tramite polymerase chain reaction.